Autore Topic: Una condanna a morte per centinaia di piccole e medie testate  (Letto 60 volte)

Alessandro

  • Amministratore
  • Post: 817
http://www.rinascita.info/cc/RQ_Politica/EkypVFlkuuUunAbMbZ.shtml

Una condanna a morte per centinaia di piccole e medie testate

Duemila posti di lavoro a rischio più un indotto altrettanto ampio. Queste potrebbero essere le conseguenze se le testate storiche culturali, le cooperative giornalistiche e di partito non percepissero più l’erogazione dei contributi per l’Editoria, provvedimenti essenziali per garantire la libertà di stampa e di opinione al di fuori dei monopoli.
Per rassicurare gli animi non sono bastate le dichiarazioni del ministro dell’economia Giulio Tremonti e del presidente della Camera Gianfranco Fini sui nuovi provvedimenti che verranno inseriti in un decreto ad hoc entro gennaio.
Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) e Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa), per una volta con obiettivi congiunti, hanno manifestato le loro preoccupazioni. “Esprimiamo il nostro fermo dissenso - ha espresso la Fieg in una nota - rispetto a misure frammentarie e discutibili disseminate nei collegati alla finanziaria e nelle finanziarie stesse, che creano disorientamento e incertezza magari su bilanci già approvati dell’editoria giornalistica duramente colpita dalla crisi”. La nota continua anche facendo riferimento ad uno schema di regolamento per la semplificazione e il riordino delle discipline e delle procedure di erogazione dei contributi, predisposto dal Dipartimento per l’Editoria che è già stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 28 ottobre, ma che è stato prevaricato dalle ultime decisioni della Commissione bilancio.
Tale schema, spiega la Fieg, seppur non perfetto “contiene una visione di insieme e ha il pregio dell’organicità e di una tempistica razionale. Quanto ha deciso la commissione bilancio della camera ha piuttosto l’effetto di svuotarlo ulteriormente, con un intervento improvvisa-to”.
Un colpo basso all’editoria, quindi, che invece di ottenere dal decreto di fine anno iniziative atte ad intercettare la ripresa e agevolarla con misure come il credito d’imposta per l’acquisto della carta, l’Iva agevolata ai giornali diffusi elettronicamente, la parziale detassazione a sostegno dell’investimento pubblicitario, riceve solo ulteriori ed indiscriminati tagli. Per colpire le false cooperative e testate inventate dal nulla, prive di distribuzione e persino di stampa, si rischia di fare tabula rasa anche di quei giornali che invece danno lavoro a migliaia di persone. A riguardo il sindacato nazionale dei giornalisti ha difeso i veri lavoratori che ci devono rimettere per colpa di altri. “Siamo contenti che il ministro Tremonti abbia scoperto di non essere d’accordo con quello che aveva deciso” -commenta il presidente della Fnsi Roberto Natale -“La parola ‘rigore’ non la regaliamo a nessuno, da anni denunciamo che le regole vigenti mettono insieme giornali di partito veri e giornali di partito inventati, testate vere e testate finte”.
L’appuntamento per la Fnsi è per il prossimo 12 gennaio, quando la Federazione inviterà al confronto tutti i soggetti politici, sociali e culturali favorevoli a questa battaglia.